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Linee di Attività - Osservatorio Violenza di Genere

 

 

 

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Osservatorio Regionale per il Contrasto alla Violenza di Genere

 

RETE DI RELAZIONI

Il decreto assessoriale n. 1022 del 26 maggio 2014 istituisce la RETE DI RELAZIONI tra enti pubblici e privati, prevista dall’art. 5 della legge regionale 3 gennaio 2012 n. 3 e il suo allegato 1 riporta l’elenco completo delle strutture che vi hanno aderito e che ad oggi la compongono, con i dati relativi ai referenti, alla loro ubicazione, ai loro recapiti e ai giorni di apertura.

La Rete, che deve operare su base provinciale o zonale-distrettuale, deve prioritariamente favorire, così come previsto dal citato art. 5, l'adozione di procedure omogenee a livello territoriale e, su richiesta della vittima di violenza, garantire assistenza e protezione. Può, inoltre, rappresentare un utile partner di supporto all’azione di monitoraggio regionale del fenomeno.

La Rete costituisce l’ossatura per lo sviluppo degli interventi che si programmeranno nel Piano di azione triennale, previsto all’art. 2 della legge regionale 3/2012, che avrà l’obiettivo prioritario di garantire adeguati interventi di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere, nonché la presa in carico delle vittime e dei loro figli per la strutturazione di percorsi di uscita dalla violenza, coinvolgendo gli attori che a qualsiasi titolo intervengano in favore di tali soggetti o per creare condizioni culturali che abbassino la soglia di tolleranza della violenza di genere verso le donne. A tal fine le reti locali intersettoriali e multi professionali saranno, come previsto dalla legge, i nodi locali di promozione e propulsione del cambiamento.

La Rete si inserisce in una più ampia strategia regionale finalizzata alla costruzione di una cittadinanza solidale e per la reale promozione della dignità e del benessere dei cittadini e delle cittadine nella valorizzazione delle differenze, nel rispetto del principio della parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla loro identità di genere, orientamento sessuale, razza o origine etnica o geografica o nazionalità, condizioni di disabilità, età, religione.

La Rete è il punto di riferimento territoriale nell’attività di prevenzione e contrasto della violenza di genere.

La collaborazione tra i soggetti di cui al predetto allegato 1, è finalizzata allo svolgimento di procedure omogenee e in particolare di azioni di:

  • prevenzione: svolgere iniziative al fine di promuovere il rispetto dell'identità e dell’orientamento sessuale, religioso e culturale, per favorire una cultura della non violenza come metodo di convivenza civile;
  • sostegno: assistere e proteggere la donna vittima di violenza e i suoi figli, nel caso di richiesta da parte della vittima stessa;
  • osservazione del fenomeno: garantire un’azione di monitoraggio costante che coinvolga i soggetti istituzionali e il mondo associativo già operativi su questo fronte.

L’istituzione della Rete ha preso avvio mediante la diffusione di una Manifestazione di interesse per l’adesione alla Rete di relazioni per prevenire e contrastare la violenza di genere da parte degli enti territoriali pubblici e privati, quali nodi della rete.

Sono pervenute complessivamente 75 Schede di adesione da parte di Comuni, ASP, Organizzazioni sindacali, Centri antiviolenza, Associazione culturali e di volontariato, altri soggetti del terzo settore e Istituzioni di parità, tutti operanti nel campo del contrasto alla violenza di genere, riportanti una serie di dati quali – quantitativi sulle attività in corso e sulle differenti modalità, sul personale e sul possesso dei requisiti strutturali, funzionali ed operativi.

Soltanto a seguito di attività di verifica e analisi dei dati acquisiti mediante le Schede di adesione, l’Osservatorio regionale per il contrasto della violenza di genere ha completato il quadro degli enti che hanno costituito in questa prima fase la Rete della Regione Sicilia.

Il funzionamento della Rete viene assicurato da un modello che prevede la seguente organizzazione in "nodi":

  • un nodo centrale - rappresentato dall’Osservatorio regionale per il contrasto alla violenza di genere;
  • i nodi distrettuali - rappresentati da 11 centri antiviolenza;
  • i nodi locali - rappresentati da 54 soggetti, pubblici e/o privati.

 

 

Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Giugno 2014 10:02